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Bancassurance, a chi giovano le fusioni

Il Sole 24 Ore Plus

Area tematica: Digital, Innovazione, Marketing E Canali
Data pubblicazione:31/01/2017

"Un'operazione che ha le sue logiche, con economie di scala potenziali che potrebbero andare tra i 600 milioni e il miliardo". Così commenta la possibile unione tra Intesa SanPaolo e Generali Federico Rajola, direttore di CeTIF dell'Università Cattolica.

DESCRIZIONE

Potrebbe essere, secondo il professore ordinario di Organizzazione Aziendale, il primo caso di un matrimonio bancario assicurativo che fa da apripista ad altre iniziative simili, in tempi di bilanci bancari sempre più magri e di redditività assicurativa ancora superiore al 10 per cento. Non è ancora chiaro in che cosa si tradurranno le "opportunità, incluse possibili combinazioni industriali con Assicurazioni Generali", che il management di Intesa SanPaolo sta valutando. Ma l'affaire tra i due campioni nazionali fa tornare alla ribalta un tema dimenticato: a chi giovano le fusioni finanziarie che da anni hanno luogo in Italia? E' possibile capire se le famose "economie di scala" si siano tradotte in vantaggi per i risparmiatori?
Il bicchiere può essere considerato mezzo pieno se si guarda all'innovazione tecnologica e al miglioramento della customer experience. Operare in Borsa è diventato molto più economico e con i servizi online si possono acquistare prodotti sicuramente più efficienti (come gli Etf). Il raggiungimento di questi obiettivi è da attribuire in buona parte proprio alle sinergie tra gruppi. 

L'articolo completo è stato pubblicato sul Sole24Ore Plus di sabato 28 gennaio 2017. 

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